di Nino Amadore

La cattura di Matteo Messina Denaro è una delle questioni che più appassiona gli investi­gatori ma anche chi si occupa di mafia. Il latitante, che gode di grande ascendente su buona parte della Sicilia occidentale (sicuramente sulle province di Trapani, Agrigento, Palermo), resta impren­dibile nonostante chi gli dà la caccia sia arrivato vicino a lui in più di un’occasione. Dal racconto degli investi­gatori emerge un quadro desolante perché il giovane Matteo potrebbe contare sull’appoggio del potere (o dei poteri) e del consenso sociale: la mafia che dà lavoro a tutti e tutti le sono ricono­scenti.  dai profes­sionisti ai politici, dagli impren­ditori ai cittadini. Ma non c’è solo questo. Read the rest of this entry…

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E’ stata messa a punto in Sicilia la “discarica che non inquina”, un modello privo di emissioni in atmosfera, nell’ambiente circo­stante e nel sottosuolo, destinato a rivolu­zionare nel mondo il sistema di gestione dei rifiuti.
L’impianto, realizzato dal Gruppo Catanzaro di Agrigento con l’Università di Catania e il Politecnico di Milano, è dotato delle più esigenti certi­fi­cazioni ambientali inter­na­zionali e la sua totale salubrità è stata attestata dal prestigioso Istituto di ricerche farma­co­logiche “Mario Negri” di Milano. Read the rest of this entry…

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La prima udienza è stata venerdì scorso. Ad Agrigento è partito il processo contro un gruppo di usurai rinviati a giudizio grazie alla denuncia di un impren­ditore associato alla Confe­de­razione italiana agricoltori. La Confe­de­razione guidata in Sicilia da Carmelo Guerrieri e da anni impegnata sul fronte della lotta per la legalità e contro la mafia nelle campagne ha già dato mandato ai legali di presentare la richiesta di costi­tuirsi parte civile in questo processo marcando così una scelta di coerenza con la linea politica dell’organizzazione profes­sionale.   Read the rest of this entry…

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Avvocato, candidato a sindaco, consulente dell’Azienda siciliana trasporti e accusata di aver rivelato notizie per favorire il boss latitante dell’agrigentino Giuseppe Falsone. Gaetana Maniscalchi, 37 anni, detta Lucia, già candidata alla carica di primo cittadino di Naro in provincia di Agrigento (sostenuta da Forza Italia e An) e sconfitta da Maria Grazia Brandara (Udc), è finita in galera. Ma resta iscritta all’ordine. Read the rest of this entry…

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L’ex assessore ai Lavori pubblici della Regione siciliana Vincenzo Lo Giudice, detto mancia­lasagne, coinvolto nell’inchiesta Alta mafia di cui parlo a lungo nel mio libro (La zona grigia, profes­sionisti al servizio della mafia) è stato condannato a 16 anni e 8 mesi di carcere. Read the rest of this entry…

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