Ora le mafie si battono anche con la pasta, più preci­samente con i “paccheri”. Da oggi sono, infatti, in vendita pacchi di questo carat­te­ristico prodotto del “made in Italy” con i marchi della Cia-Confederazione italiana agricoltori e della “Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” che attestano che il grano utilizzato proviene da terreni confiscati alla crimi­nalità organizzata. L’annuncio è stato dato diret­tamente da Don Luigi Ciotti, dal presidente di “Libera” alla V Assemblea elettiva nazionale della Cia in corso a Roma, presso il palazzo dei Congressi dell’Eur.

L’accordo tra la stessa Cia e da “Libera”, firmato nel luglio 2008 dal presidente confe­derale Giuseppe Politi e da Don Luigi Ciotti, ha messo così un altro importante tassello. I “paccheri” si aggiungono al vino, all’olio, ai legumi, alla farina, agli ortaggi, alle conserve. Tutti prodotti e sapori della legalità che rappre­sentato un alleato in più nella lotta alle mafie.

Il protocollo di colla­bo­razione prevede, infatti, che la Cia metta a dispo­sizione, tramite le proprie attività, consulenza e assistenza tecnica in modo da fornire un valido supporto alle coope­rative e ai soci dell’associazione “Libera”. Un contributo, insomma, alla crescita di tutti quei giovani che hanno trovato, grazie al progetto “Libera Terra”, un’opportunità di lavoro in un settore importante dell’economia nazionale ed europea, quale è l’agricoltura. Insomma, un’azione finalizzata ad un’adeguata gestione dell’attività agricola in tutti quei terreni che sono stati sottratti dalle mani della crimi­nalità e assegnati soprattutto a giovani che hanno inteso, con il loro lavoro, restituire legalità a beni che sono della collettività.

Il nostro impegno contro la crimi­nalità organizzata –ha affermato Politi– è stato sempre fermo e deciso. In ogni frangente abbiamo sviluppato un’iniziativa forte in difesa della legalità e per il rispetto della legge. In questo contesto s’inserisce l’accordo con l’associazione ‘Libera’, che la commer­cia­liz­zazione dei ‘paccheri della legalità’ si arric­chisce di un nuovo di strumento di lotta alla crimi­nalità. Un’intesa che conferma il nostro solidale sostegno nei confronti di chi è mobilitato per la sicurezza e cerca di contrastare qualsiasi tipo di attività criminale”.

Attraverso tale intesa –ha aggiunto Politi– intendiamo riaffermare l’esigenza di un’iniziativa propulsiva nei confronti del fenomeno della crimi­nalità che da tempo si è accanita anche nei confronti degli agricoltori in numerose regioni. I reati, infatti, si estendono dal furto di attrez­zature e mezzi agricoli, alla sottrazione di prodotto, ai danneg­giamenti, al caporalato, alle macel­lazioni clandestine e agli scarichi abusivi, alle aggressioni, alle truffe verso l’Unione europea”.

Quindi, quello della Cia è un servizio sociale importante che s’inserisce nel contesto di una strategia che vede proprio la Confe­de­razione fortemente impegnata, con le proprie strutture periferiche e centrali, per il rispetto delle leggi e delle regole sui temi della sicurezza e della legalità. D’altronde, anche le imprese agricole e gli agricoltori sono oggetto di intimi­dazioni e di atti di illegalità da parte della crimi­nalità organizzata che la Cia, con la sua azione, cerca di contrastare con la massima deter­mi­nazione.