Io il pizzo non lo pago”. E’ questo lo slogan del manifesto antiracket che porta la firma di Confin­dustria Calabria, l’associazione degli impren­ditori guidata da Umberto De Rose, e dell’Ance Calabria, l’associazione dei costruttori: il settore edile e dei lavori pubblici è finito spesso sulle prime pagine dei giornali per le infil­trazioni della ‘ndrangheta. Siamo “orgogliosi di essere impren­ditori a testa alta” si legge nel manifesto pubbli­citario. “Non è questione di ribellarsi né di alzare la voce — scrivono gli impren­ditori calabresi -. E’ solo questione di prendere coscienza del problema, fare fginalmente rete e trasmettere un messaggio forte alla società calabrese. Io hio deciso di lottare contro chi mi impeddisce di lavorare, dare lavoro, fare impresa e generare ricchezza e sviluppo. Lavorare non è un reato, chiedere il pizzo si e per questo sono deciso a denunciare ogni fenomeno di estorsione, racket, minacce e violenza”. Il manifesto fa parte di una campagna antiracket che sarà ufficia­lizzata nei prossimi giorni.