Il Consorzio Sviluppo e Legalità e l’associazione Libera hanno inaugurato questa mattina la cantina Centopassi, realizzata su un bene confiscato al mafioso Giovanni Genovese. La struttura si trova in contrada Don Tomaso, a San Cipirello, in provincia di Palermo. La cantina sarà gestita dalla coope­rativa Placido Rizzotto e produrrà vini bianchi e rossi utilizzando le uve coltivate nei sessanta ettari di terreno assegnati al Consorzio nel Corleonese. Il prossimo anno saranno prodotte 350 mila bottiglie. Ogni vino sarà dedicato a una vittima della mafia.
I lavori per la realiz­zazione della cantina sono stati finanziati con i fondi Pon Sicurezza 2000–2006 erogati dal ministero dell’Interno. Alla cerimonia di inaugu­razione erano presenti, tra gli altri, Francesco Cascio, presidente dell’Ars (“Il Parlamento siciliano nel 2008 ha approvato la legge che assegna contributi agli impren­ditori che denunciano il racket. Un provve­dimento rivolu­zionario. E’ vero, c’è ancora molto da fare, ma l’avere approvato la legge dà un senso alla mia presenza alla cerimonia. Anche la politica sta facendo la sua parte”); Antonino Giammalva, presidente del Consorzio e sindaco di San Cipirello (“Con l’inaugurazione della cantina Centopassi completiamo la filiera vitivi­nicola, dalla raccolta dell’uva all’imbottigliamento. Abbiamo dato vita ad un’azienda che ha tutte le carte in regole per confermare il successo nel mercato”); Don Luigi Ciotti, presidente di Libera (“Oggi è la vittoria della forza del fare e della dimensione del noi. Noi tutti insieme abbiamo dato vita ad una realtà impren­di­toriale. Abbiamo fatto sempli­cemente il nostro dovere. Nulla di più”); il prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone (“Oggi è un giorno di grande festa. Stiamo facendo squadra e i frutti del lavoro si vedono. Il prossimo appun­tamento è per marzo quando inaugu­reremo a Corleone, nella casa che fu di Bernardo Provenzano, la Bottega dei Sapori dove acquistare tutti i prodotti del Consorzio”); Lucio Guarino, direttore del Consorzio (“L’inaugurazione è un ulteriore tassello della ricon­quista da parte della società dei beni che le erano stati strappati con l’arroganza mafiosa”. Alla cerimonia erano presenti anche il questore di Palermo, Alessandro Marangoni, il comandante provinciale dei carabinieri Teo Luzi, quello della compagnia di Monreale, Pietro Salsano, e il comandante della Guardia di Finanza Carlo Ricozzi.
La cantina ricade in un’area di diciassette mila metri quadri ed è circondata da sei ettari di terreno anch’essi strappati alla mafia. E’ destinata alla trasfor­mazione di uve di alta qualità, bianche (Chardonnay, Catarratto, Grillo) e rosse (Nero d’Avola, Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon, Perricone)  prodotte nei vigneti del Consorzio. Ha una capacità di 2100 ettolitri per una produzione finale di circa 350.000 bottiglie l’anno. La struttura è composta da un padiglione che ospita il ciclo di produzione con i relativi macchinari e da un’area per l’accoglienza al pubblico, gli uffici ammini­strativi, i locali per il personale, e un laboratorio di analisi. La prossima primavera vi saranno imbot­ti­gliate le selezioni monova­rietali Centopassi e i blend della linea Placido Rizzotto.