dal giornale online

Normanno

A Barcellona il muro di omertà che fino ad oggi ha consentito ai potenti clan mafiosi locali di regnare indisturbati si è rotto. Prima le retate che hanno sgominato il ghota mafioso, poi la prima denuncia di un impren­ditore con un passato di collusione, infine una storica giornata di mobili­tazione popolare, promossa da Addio Pizzo, svoltasi alla fine del marzo scorso, malgaro le minacce. “In quella occasione abbiamo avviato il lavoro che ci porterà, non più tardi di un paio di mesi, a fondare la prima associazione antiracket di Barcellona”.
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di Gian Antonio Stella
C’ è una piccola grande donna da proteggere, in Calabria. Una donna che sta rischiando grosso per aver fatto un gesto che da qualunque altra parte del mondo occidentale, da Helsinki a Vancouver, è ovvio e normale: ha passato ai giudici i documenti d’una truffa all’Inps. Truffa che per anni aveva fatto scrosciare acquazzoni di denaro su mogli, cognati, sorelle, fratelli, cugini, parenti e amici di uomini di rispetto che si spacciavano, senza esserlo, per «braccianti agricoli». Read the rest of this entry…

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da www.lastampa.it

I criminali infor­matici trovano molto lucrativo, e semplice grazie a programmi infor­matici creati apposta, paralizzare i siti Internet per poi chiedere un riscatto per sbloccarli. «Si utilizzano reti di computer “zombie” per saturare la banda di un sito rendendone impos­sibile l’accesso — spiegano i ricer­catori di McAfee — e poi chiedono ai proprietari un “pizzo” per mettere fine all’attacco. Le aziende generalmente sono molto restie a parlare di queste cose — continua Paget — ed è quindi difficile per i ricer­catori racco­gliere infor­mazioni su questo tipo di eventi, ma a noi risulta che sono in aumento». Read the rest of this entry…

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La lotta alla mafia e per la legalità in un territorio difficile come quello dei Nebrodi. Potrebbe intitolarsi così l’incontro che si terrà sabato a Galati Mamertino in provincia di Messina, nel paesino che dista poco meno di dieci chilometri da Tortorici, splendido centro dell’entroterra a venti minuti circa da Capo d’Orlando che deve parte della sua notorietà alla presenza di quei clan mafiosi che negli anni Novanta furono sconfitti anche grazie alla caparbietà e al coraggio del movimento antiracket di Capo d’Orlando. Read the rest of this entry…

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La notizia è passata un po’ inosservata per via del periodo di vacanza ma è di quelle importanti perché hanno fatto discutere parecchio: il commer­cialista paler­mitano, revisore del conti del Comune di Palermo, Giuseppe Rosano esce dall’inchiesta di mafia che ha coinvolto l’avvocato Marcello Trapani (ogi pentito)  e l’ex dirigente del settore giovanile del Palermo calcio Giovanni Pecoraro: ambedue sono accusati di aver favorito gli affari della famiglia Lo Piccolo (il padre Salvo e i figli Sandro e Calogero). Read the rest of this entry…

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Il 24 luglio il severo richiamo del coordi­natore del pool economico della Procura Roberto Scarpinato: «Confin­dustria, oltre a estro­mettere chi non denuncia le estorsioni mafiose, dovrebbe rafforzare i controlli sui grandi impren­ditori, che molto spesso hanno colle­gamenti con Cosa nostra. L’imprenditoria mafiosa continua a lavorare alacremente a Palermo. Anche all’interno di Confin­dustria, magari sotto traccia, c’è una forte divisione tra l’imprenditoria pulita e quella mafiosa che sta cercando di fermare il rinno­vamento e il rilancio dell’economia siciliana». Read the rest of this entry…

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