Pubbli­chiamo una reazione indignata all’assenza di impren­ditori e cittadini alla presen­tazione del libro L’Isola civile a Reggio Calabria.

di Francesco Spanò *
Cara Reggio, c’è un libro, “L’Isola Civile”, che racconta la riscossa civile di centinaia di aziende siciliane, di un intero popolo contro il racket e la mafia.

L’hanno scritto due giovani giornalisti del Sole24ore, Serena Uccello e Nino Amadore. A presentarlo nel salone della nostra Camera di Commercio in un caldo venerdì di fine giugno c’erano, insieme con gli autori e il vicedi­rettore del TG3 Onofrio Dispenza, i presidenti di Confin­dustria Calabria e Sicilia, Umberto De Rose e Ivan Lo Bello.

E c’era il procu­ratore capo Giuseppe Pignatone accom­pagnato dal suo aggiunto Michele Prestipino, rimasto ad ascoltare tra il pubblico. Già, il pubblico. Composto da venti­cinque nostri concit­tadini, a star larghi. E da una desolata platea di poltrone vuote. Vuote per scarsa pubblicità, proba­bilmente. Vuote per paura, chissà. Per indolenza, forse. Read the rest of this entry…

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di Peppe Caridi

Non chiederti cosa il tuo Paese possa fare per te, ma chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese”: citando John Fitzgerald Kennedy, il capo della Procura antimafia di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone ha esordito nell’incontro tenutosi nella Sala conferenze della Camera di Commercio di Reggio Calabria in cui è stato presentato, il libro “L’Isola Civile — Le Aziende Siciliane contro la mafia” (Einaudi, pagg. 262, euro 17,50) scritto da due giornalisti del Sole24Ore, Nino Amadore e Serena Uccello.
La presen­tazione del libro è stata l’occasione per discutere di un tema tanto importante quanto quello della mafia e della ‘ndrangheta, soprattutto in riferimento alla situazione siciliana, in cui la società civile e impren­di­toriale ha avuto negli ultimi anni la forza e il coraggio di ribellarsiall’oppressione mafiosa, e anche a quella calabrese dove invece ancora “non c’è ancora la coscienza di una respon­sa­bilità civile nella lotta alla crimi­nalità organizzata”. Read the rest of this entry…

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Riser­vatezza, abilità,nessuna macchia cioè nessun contatto con le forze dell’ordine da generazioni. Così Nino Giuffrè boss pentito braccio destro di Bernardo Provenzano, descrive il curriculum e le carat­te­ri­stiche che deve avere colui che intende far parte di Cosa Nostra. L’organizzazione lo tiene d’occhio, lo «attenziona», esamina il pedigree dei genitori e dei genitori dei genitori. Un perfetto anti-Stato: la Mafia. È in questo contesto incrostato e omertoso che,miracolosamente,  da due anni circa c’è una sorta di lenta ma inarre­stabile solle­vazione. Read the rest of this entry…

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A partire dal primo luglio il Consiglio nazionale del notariato trasmetterà in via telematica le situazioni sospette di riciclaggio alla Uif, l’Unità di infor­mazione finan­ziaria della Banca d’Italia. E’ quanto prevede l’accordo siglato tra il Consiglio del notariato guidato da Paolo Piccoli e la Banca d’Italia. Non saranno più dunque i singoli notai a dover inoltrare le segna­lazioni come la costi­tuzione di società con sedi nei paradisi fiscali. Read the rest of this entry…

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Mafiosi, eroi o criminali”. Una frase che non lascia spazio a terze possi­bilità e che investe in pieno l’immagine che cinema e televisione danno del fenomeno mafioso. Davanti a questa alter­nativa, parte da Palermo una riflessione a tutto campo mirata a mettere a fuoco la rappre­sen­tazione che di Cosa nostra e dei mafiosi viene fornita dal cinema e dalle fiction, con parti­colare riferimento al messaggio e ai modelli proposti alle giovani generazioni e alle famiglie italiane. Read the rest of this entry…

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Sarà presentato venerdì 19 giugno alle 18 nella sala conferenze di Confin­dustria Sicilia a Palermo (Via Alessandro Volta,44) il libro L’Isola civile, le aziende siciliane contro la mafia edito da Einaudi e scritto dai giornalisti del Sole 24Ore  Nino Amadore e Serena Uccello. Oltre agli autori parte­ci­peranno alla presen­tazione il procu­ratore aggiunto Ignazio De Francisci, il presidente degli industriali siciliani Ivan Lo Bello. Coordina i lavori Vincenzo Morgante, capore­dattore Rai Sicilia.   

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di Antonio Mazzeo


In fondo lo sanno un pò tutti che nelle stanze del Comune di Messina abbondano sui muri santi, santini, ‘PadriPio’ e ‘madonne’, finanche i Totò Schillaci, eroe d”Italia ‘90′, ma Antonio G., origini messinesi e borsista a Buenos Aires, non avrebbe mai immaginato d’incontrarci la foto del boss, mandante delle stragi di Capaci e Via D’Amelio. ‘Sono rientrato a Messina per le elezioni europee’, racconta Antonio. “Avendo smarrito il certi­ficato, la mattina di sabato 6 giugno, mi sono recato all’ufficio elettorale. E li, dietro il termi­nalista, ho visto Totò Riina incor­niciato e sotto vetro. E persino la fotocopia del suo documento d’identità. Sono rimasto sconcertato. Il primo input è stato quello di andare dai vigli urbani. Poi ho pensato che fosse meglio chiamare qualche amico”. Read the rest of this entry…

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Abbiamo creduto che dietro la porta dei nostri uffici ci sarebbe stata la fila di impren­ditori. Così non è stato, tuttavia è un fatto che in Sicilia negli ultimi due anni sia in corso un cambiamento profondo di cui questa nuova classe impren­di­toriale si è resa prota­gonista, dopo la presa di posizione dell’allora presidente di Confin­dustria, Luca Cordero di Monte­zemolo”. Roberta Buzzolani è un magistrato della direzione distrettuale antimafia della Procura di Palermo, dal suo ufficio al secondo piano del Palazzo di Giustizia ha coordinato diverse indagine contro la crimi­nalità. Read the rest of this entry…

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