La notizia ha dell’incredibile: l’associazione Addio Pizzo di Catania, l’equivalente all’ombra dell’Etna di Addio Pizzo di Palermo che ha portato una ventata di novità e di fiducia nella lotta al racket mafioso, non ha più una sede. L’associazione etnea, infatti, non può più usufruire dei locali che le erano stati messi a dispo­sizione dalla Confe­sercenti di Catania.  Read the rest of this entry…

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di Nino Amadore

Scavano dentro i cassonetti della spazzatura mettendo le mani nel cumulo di materiale indistinto che in quei conte­nitori finisce ogni giorno. Scoprono la cattiva coscienza dei cittadini di Palermo, poco ligi alle regole della raccolta diffe­renziata, e ne traggono materiale per vivere e andare avanti in una dignitosa vita a basso reddito. Li vedi all’imbrunire per le vie della città, all’ora in cui i conte­nitori cominciano a riempirsi. Più in là la loro insepa­rabile Lapa (Ape Piaggio): piccola, anzi minuscola, ma incre­di­bilmente piena di cose. Ferro, plastica, carta, mobili, materassi, pezzi di vetro. Ciò che gli altri non vogliono più, per loro diventa materia prima e in alcuni casi oggetti per un possibile riuso. Un tempo li chiamavano cenciaioli e nel loro vivere ai margini delle discariche avevano persino una dignità e un ricono­scimento sociale. Oggi non hanno più nulla: il loro è un mestiere che non esiste, che non ha dignità giuridica. Sono 420 in tutto, il 90% a Palermo e provincia e tra tutti solo una ventina con una suffi­ciente scola­riz­zazione che vuol dire aver raggiunto la terza media.

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di Chiara Barone

Il ruolo dell’informazione e la respon­sa­bilità della cosiddetta società civile nella lotta alla mafia. Era questo il titolo scelto da noi, ragazzi di Addiopizzo , per il terzo dei quattro seminari organizzati in colla­bo­razione con la Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania; seminari che rientrano nel più ampio progetto “scuole e università” ‚che insieme al progetto del “consumo critico” e a molte altre attività,vede impegnato questo gruppo di volontari nella lotta alla mafia,o meglio,alla mentalità mafiosa. Read the rest of this entry…

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Entro il 2015 Cosa nostra avrà un giro d’affari che vale almeno 41,583 miliardi di euro equivalenti a metà del Prodotto interno della Sicilia. E’ una delle ipotesi contenuta in un saggio di Mario Centorrino, docente di Economia politica alla Facoltà di Scienze politiche di Messina e di Elio Montanari e Ferdinando Ofria, due ricer­catori dell’ateneo peloritano. Il saggio è uno dei capitoli di un volume da poche settimane dato alle stampe da Liguori editore (Sicilia 2015, Obiettivo sviluppo: un traguardo possibile a cura di Pietro Busetta, 434 pagine, 30 euro).

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Tre giorni di incontri con giornalisti, fotore­porter, scrittori, video operatori. E con la parte­ci­pazione di David Riondino, Neri Marcoré, Franz Di Cioccio e gli Slow Feet, Ascanio Celestini. Nei giorni 8, 9, 10 maggio si terrà a Marsala il primo Festival del giornalismo d’inchiesta organizzato dal Comune di Marsala, in colla­bo­razione con Sosia & Pistoia, Mismaonda, Communico.

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Il prossimo 15 maggio, alle ore 10, sarà inaugurata nel quartiere periferico catanese di Librino, che conta circa 100.000 abitanti, la “Porta della Bellezza” una monumentale opera in terracotta che segna anche l’inizio dell’ambizioso progetto del Museo all’aperto “Terzocchio — Meridiani di Luce”. Questa inaugu­razione è un nuovo successo che premia i 10 anni di costante lavoro di Antonio Presti, artista e mecenate siciliano, presidente della Fondazione Antonio Presti — Fiumara d’Arte. Read the rest of this entry…

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Domani, sabato 18 aprile, a partire dalle ore 10:00 a Palagonia — in contrada Lentini nell’aranceto dell’imprenditore antiracket Carmelo Pappalardo — 90 studenti di cinque scuole elementari e medie di Acireale saranno i prota­gonisti di una Gita d’Istruzione “pizzo free”, in colla­bo­razione con l’Associazione Antiracket Antiusura Etnea ASAAE. Read the rest of this entry…

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Raccontare la disonorata societa’ a chi nel 1992, anno orribile della follia stragista di Cosa nostra, era appena venuto al mondo. Discuterne con studenti, magistrati, storici, giornalisti. L’iniziativa e’ del Consorzio Sviluppo e legalita’, che gestisce i beni confiscati alla mafia nell’Alto Belice corleonese e del blog antimafia Libera Mente in colla­bo­razione con la sede regionale della Rai. Read the rest of this entry…

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di Alessando De Pascale
dal setti­manale Left
Una vita intera dedicata alla lotta contro la crimi­nalità organizzata. Pierluigi Vigna è entrato in magistratura giova­nissimo: pretore di Firenze a 26 anni, procu­ratore sei anni dopo, fino all’incarico come procu­ratore nazionale antimafia dal 1997 al 2005. Negli ultimi anni il magistrato fiorentino ha elaborato il Codice antimafia per le imprese, una proposta per fronteggiare e ridurre i rischi di infil­trazione da parte delle organiz­zazioni mafiose nelle aziende che operano all’interno di territori ad alto tasso di crimi­nalità. Recen­temente presentato, in via riservata, a Confin­dustria, Bankitalia, sindacati e università racco­gliendo giudizi positivi, il Codice è stato elaborato in seguito all’inchiesta della magistratura su Italcementi. Read the rest of this entry…

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di Rino Giacalone

dal quotidiano La Sicilia

Per non parlare di mafia, spesso si sente discutere di antimafia e di «profes­sionismo» dell’antimafia. Quasi fosse diventato l’antimafia «il problema»; tanto non lo è nemmeno più il «traffico», come nel film «Johnny Stecchino» Roberto Benigni faceva dire citando «a disonore» – sempre per non far parlare di mafia – l’«Etna» e la «siccità» ad un avvocato «colluso». In quel film, in modo sarcastico, quelle erano le «piaghe» che offen­devano le bellezze naturali di Palermo e della Sicilia, ma mai la mafia. A Trapani, dove il traffico non scherza affatto, sembra essere diventata l’«antimafia» la questione sulla e contro la quale ci si riscalda di più, e ciò a dispetto dei nuovi «affari» scoperti nella Cosa Nostra sommersa. Basta un niente ed ecco che si sente dire, male, più dei «profes­sionisti dell’antimafia» che del super boss latitante Matteo Messina Denaro. Per il questore Giuseppe Gualtieri sono altri i «profes­sionisti». Read the rest of this entry…

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