«I fondi per la cultura sono la prima cosa che si taglia in tempi di crisi. Ma i soldi ci sono e
sono tanti. Sono quelli che la mafia ha rubato al paese e che si possono impiegare per dare lavoro e anche per sostenere la cultura». Parola dello scrittore Carlo Lucarelli, ideatore di un appello per destinare alla cultura una parte dei beni confiscati alla mafia. Read the rest of this entry…
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Gioia Sgarlata
Il 22 aprile agli Stati generali dell’edilizia illustrerà il documento sicurezza dell’Ance per il Mezzogiorno. E le richieste al governo. Per mettere un freno alla crisi ma soprattutto per far sì che lo Stato intervenga con forza contro le infiltrazioni negli appalti e il controllo mafioso del territorio. Lui è Vincenzo Bonifati,61 anni, cosentino, titolare della Bocoge Infrastrutture e da un anno e mezzo guida il Comitato per il Mezzogiorno dell’Associazione costruttori. «Se non si interviene in maniera chiara contro la criminalità – dice – c’è il rischio che le imprese si trovino schiacciate tra mafia e antimafia. E a pagare il prezzo più alto saranno ancora una volta, le regioni del Sud». Read the rest of this entry…
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di Antonio Mazzeo
Tutti a far festa per il Ponte. Innanzitutto Silvio Berlusconi e lo stato maggiore della coalizione di centro-destra. Poi gli “autonomisti” siciliani di Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia e azionista di minoranza della società concessionaria per la realizzazione del Ponte, la Stretto di Messina S.p.A. (a capitale interamente pubblico). Sono ovviamente felici azionisti ed amministratori d’Impregilo, la capofila del consorzio che si è aggiudicata progettazione e lavori della megainfrastruttura.
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“Sono sorpreso che Ingroia non sia in contatto con la Procura di Milano. Nella lotta alla mafia non esiste solo quella di Palermo”. Gerardo D’Ambrosio, senatore del Pd ed ex capo della Procura di Milano, sceglie il quotidiano online Affaritaliani.it, per bacchettare il pm antimafia del capoluogo siciliano Antonio Ingroia che ha attaccato gli amministratori del Nord colpevoli di “sottovalutare e di convivere con la criminalità organizzata”. Formigoni si è molto arrabbiato: “Lo credo bene. Ingroia avrebbe dovuto fare riferimenti precisi”. Poi boccia la commissione antimafia costituita a Palazzo Marino: “Esistono compiti ben precisi. I segnali delle infiltrazioni mafiose devono essere colti soprattutto dalle forze di polizia coordinate dalla magistratura” Read the rest of this entry…
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Il titolo è di quelli che non lascia margini al’interpretazione: Lotta civile, contro le mafie e l’illegalità. Del resto da Antonella Mascali, cronista di Radio Popolare, sicula che si è formata alla grande scuola dei Siciliani a Catania, ovvero nel giornale che fu fondato da Pippo Fava (ammazzato dalla mafia nel gennaio del 1984), non ci si poteva aspettare che questo: un libro spudoratamente di parte. Quella giusta. Read the rest of this entry…
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La Sicilia è la prima regione in Italia per numero di reati collegati alla corruzione. Il dato emerge dal primo rapporto al Parlamento del Servizio anticorruzione e trasparenza (SaeT) del ministero della Funzione pubblica. Read the rest of this entry…
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“La Direzione investigativa antimafia è impegnata da anni sul fronte della prevenzione e questo lavoro viene fatto con costanza. Al di là delle opere dell’Expo noi siamo costantemente impegnati a monitorare tutto ciò che accade nei cantieri». A parlare è Stefano Polo, 55 anni, romano, colonnello della Guardia di Finanza e da 5 anni capo del Centro operativo della Direzione investigativa antimafia di Milano. Read the rest of this entry…
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L’Expo 2015 ha già battuto il Ponte sullo Stretto di Messina. E non solo per la portata degli investimenti ma anche per gli appetiti criminali che si sono scatenati intorno alle opere dell’area lombarda. Già perché se consideriamo solo i fondi di cui fin qui si è detto e che riguardano la parte pubblica si arriva a quasi 15 miliardi cioè più del doppio della dotazione del ponte sullo Stretto. Read the rest of this entry…
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“Ti abbraccio, fratello mio”. Così si rivolge Rosario a Pasquale, con toni da rimpatriata fra emigrati, da compaesani in una chiesa di un piccolo centro. In realtà, “Rosario” è l’imprenditore Rosario Vasta, il cui apporto anni fa fu decisivo per la cattura di Teodoro Crea, considerato dagli investigatori fra i più potenti capibastone della ‘ndrangheta calabrese. E “Pasquale” è il suo ex-socio in affari Pasquale Inzitari: già vicesindaco di Rizziconi (piccolo centro della Piana di Gioia Tauro ripetutamente commissariato per infiltrazioni mafiose), poi per anni consigliere provinciale dell’Udc di Pierferdinando Casini, partito in cui tentò pure la scalata alla segreteria provinciale di Reggio Calabria, dopo candidato al Senato. E salvato appena in tempo. Read the rest of this entry…
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Michele Aiello non ci sta. Il “re delle cliniche”, ritenuto il prestanome di Bernardo Provenzano, e condannato in primo grado nell’ambito del processo Talpe alla Dda non accetta la radiazione
dall’Ordine degli Ingegneri e ha deciso di presentare ricorso. Il provvedimento nei suoi confronti era stato preso nel novembre dell’anno scorso alla luce della sua condanna a quattordici anni. Read the rest of this entry…
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