La Regione siciliana è dispo­nibile a promuovere delle convenzioni attraverso le quali il gruppo Riela possa offrire i propri servizi, ai prezzi di mercato, alle associazioni di categoria, e portare questa oppor­tunità a conoscenza delle aziende”. Read the rest of this entry…

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Mi chiamo Carlo Durante e tramite la mia azienda collaboro con parecchi svilup­patori, e a nostra volta siamo svilup­patori di parchi eolici.
Scrivo in seguito ai preoc­cupanti fatti di cronaca che vedono le mani della mafia allungarsi sulle energie da fonte eolica in Sicilia con la complicità di politici, burocrati e impren­ditori.
Bisogna isolare i fatti, prendere le distanze e difendere la categoria degli onesti. Con ciò, non nego che il settore abbia visto spuntare personaggi che cavalcano il mercato delle rinno­vabili con procedure e compor­tamenti non sempre chiari, fortu­na­tamente confinati da noi operatori negli angoli del sistema, pur tuttavia in grado di infilarcisi. Read the rest of this entry…

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A breve daremo un grosso ‘colpo’ al latitante Matteo Messina Denaro”. Lo dice Giuseppe Linares, capo della squadra mobile di Trapani, che oggi ha portato a termine l’operazione ‘Eolo’ che ha svelato gli affari della famiglia mafiosa del super­la­titante trapanese, politici e impren­ditori in materia di parchi eolici. Read the rest of this entry…

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Sembravano urla alla luna, come un allarme invero­simile e strumentale. E invece di colpo le denunce del sindaco di salemi (Trapani) Vittori Sgarbi sulle infil­trazioni mafiose nel settore dell’energia eolica si sono materia­lizzate.  Stamattina sono finite in manette otto persone e tra queste un architeto, tale Giuseppe Sucameli, ex capo dell’ufficio tecnico del Comune di Mazara del Vallo e già detenuto perché arrestato nell’ambito delal cosiddetta operazione Black out insieme a Michele Accomando (emersero colegamenti con la massoneria deviata).  L’inchiesta di oggi rivela, dunque, che la mafia tiene salde le mani della mafia sull’eolico. Un patto tra fedelissimi del super­la­titante Matteo Messina Denaro, politici, burocrati e impren­ditori siciliani, campani e trentini per speculare sull’affare dell’energia pulita in Sicilia. Read the rest of this entry…

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E’ “indiscu­tibile” il colle­gamento “fattivo e stabile” della cosca mafiosa “facente capo a Giuseppe Salvatore Riina” con la “piu’ ampia associazione madre, denominata Cosa Nostra”. Lo sottolinea la seconda sezione penale della Cassazione, spiegando perche’, l’8 gennaio scorso, decise di confermare la condanna a 8 anni e 10 mesi di reclusione per associazione mafiosa inflitta dalla Corte d’appello di
Palermo, in sede di rinvio, al figlio del boss Toto’ Riina, che cosi’ e’ tornato in carcere per scontare la condanna definitiva. Read the rest of this entry…

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CATANIA-Torna all’attenzione del Tribunale di Catania la vicenda che riguarda il consorzio di autotra­sporto Setra di cui i magistrati catanesi avevano disposto qualche mese fa il sequestro per truffa allo Stato. Un’ordinanza che era stata annullata dal Tribunale del riesame cui i titolari delle aziende consorziate si erano rivolti. Il pubblico ministero etneo Antonino Fanara a sua volta aveva proposto ricorso in Cassazione la quale si è pronunciata nelle scorse settimane e ha annullato l’ordinanza del Riesame: i giudici dunque si dovranno pronunciare di nuovo sul sequestro. Read the rest of this entry…

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L’Associazione Antiracket ed Antiusura Trapani, assistita dall’avvocato Giuseppe Novara, è l’unica parte civile nel processo cvominciato questa mattina dinanzi al Tribunale di Marsala che vede imputati il latitante Matteo Messina Denaro e l’imprenditore Giuseppe Grigoli. Read the rest of this entry…

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Anche dai fondi della proget­tazione sociale per il Sud arriva un chiaro segnale di lotta alla mafia.  Per accedere all’erogazione dei fondi – 2,9 milioni di euro per il 2009 –  avranno via privi­legiata i progetti che, nel loro insieme, desti­neranno sino al 50% del costo complessivo alla ristrut­tu­razione di immobili confiscate alle mafie. Read the rest of this entry…

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di Rino Giacalone

Un mafioso trapanese inter­cettato decenni addietro venne ascoltato dagli investi­gatori mentre spiegava ai suoi accoliti la strategia della «famiglia» in un modo semplice, «un fare e un fare fari» diceva (non fare e non lasciar fare), che era comunque anche questo un modo per imporre il potere dei «mamma­san­tissima». Oggi la mafia trapanese invece ha scoperto la possi­bilità di potere fare, e tanto, accedendo alla contri­buzione pubblica, gestendo i progetti finanziati con le 488, controllando le imprese, diventando essa stessa impresa, anche di natura commerciale se si pensa al maxi sequestro dei Despar in mano all’imprenditore di Castel­vetrano Pino Grigoli, 60 anni, e al suo «socio» latitante, Matteo Messina Denaro, 46, ricercato da 16 anni. Domani a Marsala nei confronti di loro due si apre il processo, nelle stesse ore a Trapani dinanzi al Tribunale delle Misure di Prevenzione è fissato l’avvio dell’udienza nei confronti del solo Grigoli per il quale è stata chiesta sorve­glianza speciale e la confisca di un ingente patrimonio, valore 700 milioni di euro. Read the rest of this entry…

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 “La recessione e il grave divario che si sta ampliando tra le regioni meridionali e setten­trionali, come denunciato dal chek-up Mezzo­giorno, potrebbero essere fatali per il Sud”. Antonello Montante, delegato della presidente di Confin­dustria per i rapporti con le istituzioni sul territorio, chiede al governo interventi urgenti per scongiurare che le organiz­zazioni criminali si impadro­niscano della proprietà e del know-how delle imprese meridionali. Read the rest of this entry…

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