«L’inchiesta ci ha dato un quadro aggiornato sullo stato attuale di Cosa nostra. Non vedo segnali
di caduta libera. L’ultima operazione è di straor­dinaria importanza, ma la partita è ancora lunga. Alla fine, però, vincerà lo Stato». Lo afferma il procu­ratore di Palermo, Francesco Messineo, in un’intervista, commentando l’operazione «Perseo» che ha stroncato il tentativo della mafia di
rifondarsi, azzerando la nuova cupola. Read the rest of this entry…

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«Nel trapanese l’economia non è zavorrata dal racket delle estorsioni, ma da pezzi di classe dirigente. Questo è il dramma». Lo ha detto il procu­ratore aggiunto di Palermo, Roberto Scarpinato, nel corso della conferenza stampa a Trapani per illustrare i risultati dell’ultima operazione contro Cosa Nostra. Read the rest of this entry…

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Nonostante si trovasse al carcere duro, il 41Bis, l’imprenditore Tommaso Coppola, 69 anni, ritenuto dagli inquirenti “uno dei più importanti referenti del mandamento mafioso di Trapani”, dava ordini per eseguire una serie di operazioni sugli assetti societari delle sue aziende per evitare eventuali sequestri. È uno dei retroscena dell’operazione antimafia Cosa nostra resorts, che ha portato in carcere 8 persone, mentre una nona, cioè lo stesso Coppola, è stata raggiunta da un’ordinanza da detenuto. Read the rest of this entry…

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Serve un patto tra le imprese e lo Stato che si fondi sull’utilità e la conve­nienza tra le parti. Da un lato c’è l’imprenditore deve avere conve­nienza e denunciare il racket dall’altra lo Stato che deve «garantire alle imprese conniventi con la crimi­nalità organizzata uno scambio». La proposta è del capo della Direzione nazionale antimafia Piero Grasso e torna d’atttualità dopo il provve­dimento di sequestro nei confronti di Stefano Italiano, il presidente della coope­rativa gelese Agroverde accusato di riciclaggio aggravato dall’aver favorito Cosa nostra. Read the rest of this entry…

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L’eroe antiracket in realtà era un favoreg­giatore della mafia. E forse qualcosa di più, ma su questo le indagini sono in corso. Le accuse nei confronti di Stefano Italiano, presidente della coope­rativa agricola Agroverde di Gela, sono piuttosto gravi e sconvolgenti visto che l’uomo è noto soprattutto per aver denunciato il racket mafioso e dal 2005 era scortato dagli uomini dello Stato. Read the rest of this entry…

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L’intervista di Francesco Viviano, inviato del quotidiano Repubblica, ai figli di Bernardo “Binnu” Provenzano.

Sono i figli del Boss dei Boss, il capo dei capi di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano, classe 1933, da Corleone, detto Zu Binnu: 43 anni vissuti in clande­stinità fino all´arresto del 2006, l´uomo accusato di essere dietro tutte le stragi di mafia che hanno insan­guinato l´Italia. Ora per la prima volta i due figli di Provenzano, Angelo, 30 anni, diploma di geometra, e Francesco Paolo, 27, laureato in lingue, rompono il silenzio.
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