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Un patto, anche se non scritto, è quello che lega il Consorzio Asi di Palermo guidato da Alessandro Albanese e Libero Futuro, la prima associazione antiracket di Palermo di cui è presidente Enrico Colajanni. Un patto che ha già avuto i primi risultati con la denuncia del pizzo da parte di alcuni impren­ditori: il 22 aprile a Palermo è stato arrestato, con l’accusa di estorsione aggravata, Girolamo Cangialosi, di 50 anni, impren­ditore di Carini. A denun­ciarlo una sua vittima, stanca delle continue estorsioni subite e delle minacce, pare anche di morte. Read the rest of this entry…

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Gli elementi scatenanti sono stati due e ambedue hanno messo in evidenza le patologie del nostro sistema giudi­ziario: a Gela il mancato deposito delle motivazioni del giudice Pinatto che ha deter­minato la scarce­razione dei Madonia, a Messina i ritardi dei magistrati hanno invece favorito i boss del processo Mare Nostrum Ed è soprattutto quest’ultimo caso a essere inquietante. Così come sotto­lineano i ragazzi di Addiopizzo di Catania in una lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al vicepre­sidente del Consiglio superiore della magistratura Nicola Mancino, al ministro della Giustizia Angelino Alfano. Read the rest of this entry…

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Procure in crisi, con quasi 200 pm che mancano all’appello, ‘buchi’ d’organico che diffi­cilmente si
riuscirà a coprire. Il rischio è che si blocchino le indagini, soprattutto negli uffici del Sud in prima linea nella lotta alla crimi­nalità organizzata. L’allarme arriva dal Csm, dai tre consi­glieri togati del Movimento per la giustizia Ciro Riviezzo, Bernardo Petralia e Mario Fresa, i quali solle­citano l’intervento dell’organo di autogoverno della magistratura. Read the rest of this entry…

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La Cia siciliana rilancia l’allarme crimi­nalità nelle campagne. Lo ha fatto sabato scorso (3 maggio) a Licata dove ha riunito il proprio Osser­vatorio sulla crimi­nalità organizzata nelle campagne. La riunione, organizzata dopo avere manifestato la solidarietà agli agricoltori che hanno denunciato il tentativo di estorsione e dopo avere incontrato il rappre­sentate locale del Comitato Antiracket, si è svolta presso la nuova sede della Cia del centro agricolo agrigentino con Don Tonino Licata, presidente del Comitato Antiracket di Licata e di Stefano Italiano, presidente della coop “AgroVerde” di Gela, che è stata già vittima, in un passato recente, del racket e delle pressioni mafiose. Read the rest of this entry…

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