L’ultima verifica in ordine di tempo è quella che i magistrati stanno facendo in provincia di Trapani. Nel mirino il profes­sionista che avrebbe curato le pratiche per far ottenere i finan­ziamenti della 488 a Giuseppe Grigoli, il patron della Despar nella Sicilia Occidentale ritenuto prestanome del boss latitante Matteo Messina Denaro. Read the rest of this entry…

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Quando puoi mettere a repen­taglio la vita delle persone ci dobbiamo porre il problema. Credo sia arrivato per noi giornalisti il momento di riflettere». A parlare è Franco Nicastro, 58 anni, presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Il suo è un richiamo ai colleghi ad attivare la coscienza dopo le polemiche dei mesi scorsi per la pubbli­cazione sui giornali dei nomi di impren­ditori che hanno denunciato il racket ma anche il dettaglio del libro mastro della famiglia Salvatore Lo Piccolo, il boss arrestato il 5 novembre dell’anno scorso. Ma la questione, dice Nicastro, «va posta anche ai magistrati, agli investi­gatori e agli avvocati. Io quando facevo la giudi­ziaria non ho mai avuto una carta né da Giovanni Falcone né da Paolo Borsellino». Read the rest of this entry…

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Il murales con il ritratto del boss latitante Matteo Messina Denaro

Un graffitaro ha dipinto sul muro  dietro la cattedrale di Palermo un murales che raffigura il volto del boss trapanese latitante Matteo Messina Denaro, ritenuto dagli investi­gatori antimafia uno dei capi di Cosa nostra in Sicilia. L’immagine ricorda le celebri serigrafie di Andy Warhol: il volto è quattro volte con colori diversi e vivaci e alla base del disegno sono riportati otto simboli ($) del dollaro A destra dell’immagine, con vernice rossa è stato scritto: «Messina Denaro $ L’ultimo!». Sulla destra, in alto, è stata lasciata una sigla «F.A.» , proba­bilmente le iniziali dell’ artista. La tecnica con cui è stata realizzata l’immagine è semplice, sostengono gli studenti dell’ Accademia delle belle arti, che si trova a poca distanza dalla Cattedrale. Read the rest of this entry…

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Avvocati, medici, commer­cialisti, ingegneri, architetti. Sono solo alcune delle categorie coinvolte negli ultimi dieci anni, sempre più spesso, in inchieste sulla crimi­nalità. Indagini da cui è emerso che le classi profes­sionali del nostro Paese sono state e sono il vero inter­faccia del crimine organizzato con l’economia. Ma chi sono questi “colletti bianchi”? Come agiscono? E come permettono agli affari illegali di inquinare il mercato? Read the rest of this entry…

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Saranno le influenze fascinose  delle fiction. Oppure i condi­zio­namenti culturali dell’ambiente e le ambiguità del rapporto tra la mafia e la politica. Fatto sta che i giovani siciliani giudicano Cosa nostra più forte  dello Stato.  Questo e altri spunti di riflessione emergono dai risultati di una ricerca promossa dal centro studi Pio La Torre, di cui ricorre in questi giorni l’anniversario dell’uccisione, tra gli studenti di 47 tra licei e istituti tecnici. Il questionario raccoglie le risposte di 2368 alunni che hanno seguito un progetto educativo antimafia. L’indagine sarà presentata domani a Palermo alla presenza di Luciano Violante, presidente della Commissione affari istitu­zionali della Camera.
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Intervista copiata da Articolo 21 che ci permette di capire cosa è successo alle elezioni politiche. Soprattutto a sinistra.

 

di Tania Passa
Carlo Buttaroni, sociologo e politologo, è direttore di GPF, l’Istituto di ricerca e consulenza strategica fondato da Fabris, e Presidente della  Tecne, società di studi e ricerche nel campo socioe­co­nomico. Anche questa volta i suoi numeri hanno centrato il risultato elettorale, per questo con lui abbiamo cercato di capire il voto politico.
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Che il nostro tessuto sociale, produttivo, politico sia intriso di mafia è ormai un fatto innegabile e lo dimostrano le innume­revoli indagini della magistratura che hanno accertato, e continuano a farlo, gravi respon­sa­bilità penali a carico degli appar­tenenti alle più disparate categorie profes­sionali; ma quante attività illecite  sarebbe possibile limitare, se non addirittura evitare, se i rispettivi ordini profes­sionali inter­ve­nissero con pesanti provve­dimenti disciplinari?E’ questo l’interrogativo “principe”da cui prende le mosse il libro “La zona grigia– profes­sionisti al servizio della mafia”del giornalista del Sole 24 ore Nino Amadore e che ha dato impulso all’incontro svoltosi nei giorni scorsi, presso l’Auditorium Rai di Palermo. Vale la pena soffermarsi sull’incisività di un’azione moraliz­zatrice ‚quale è appunto la sospensione degli iscritti, che sia rapida e inequi­vo­cabile da parte degli ordini di appar­tenenza, e che limiti fortemente lo spazio di manovra di un profes­sionista, in attesa, com’è giusto che sia, della sentenza di condanna definitiva in tribunale. E ciò, a maggior ragione, in consi­de­razione del fatto che  purtroppo in Italia, i tempi della giustizia risentono di un’atavica lentezza. Read the rest of this entry…

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Cerimonia ufficiale di insediamento questa mattina per Giuseppe Pignatone, ex procu­ratore aggiunto di Palermo, è da stamani, nuovo procu­ratore della Repubblica di Reggio Calabria. Assieme al neo Procu­ratore,  questa mattina anche il procu­ratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, che lo ha avuto come sostituto a Palermo, il procu­ratore della Repubblica di Messina, Croce, il procu­ratore facente funzioni di Reggio, Francesco Scuderi, ed alcuni magistrati delle Procure di Palermo e di Reggio. Pignatone ha effettuato il giuramento nel corso di un’udienza del Tribunale, apposi­tamente programmata. “L’attività del pubblico ministero non è soltanto una branca dello Stato, ma è  anche un servizio al cittadino”. Read the rest of this entry…

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Trovo molto interessante, tra i vari articoli che fanno l’analisi del voto che ha sancito la vittoria di Silvio Berlusconi e della sua coalizione, l’analisi condotta dallo storico dell’economia Giulio sapelli in un’intervista rilasciata a Orazio Carabini del Sole 24Ore. Intervista che vi ripropongo per esteso. L’analisi di Sapelli può adattarsi anche alle elezioni siciliane. In  sostanza, mi sembra di capire, la sinistra non è stata e non è in grado di inter­pretare i bisogni del Paese. Forse perché troppo impegnata a interp­tretare i bisogni della propria classe dirigente? Raffaele Lombardo in Sicilia ha preso il doppio dei voti di Anna Finoc­chiaro e questo ha solo un signi­ficato: la gente non ha creduto alla proposta della splendida senatrice di Catania. Una proposta che già in campagna elettorale, per la verità, sembrava piuttosto debole.

Ecco l’intervista a Sapelli:

«Adesso è troppo facile dire che almeno al Nord si annusava perfet­tamente il netto successo di Berlusconi e l’exploit della Lega, ma bisogna riconoscere con franchezza che se la vittoria del Pdl è andata oltre le previsioni ciò è avvenuto perchè il Pd ha fatto di tutto per perdere: mi spiace dirlo, ma Prodi e Veltroni hanno commesso errori imper­do­nabili». Giulio Sapelli, torinese di nascita ma storico dell’economia alla Statale di Milano e intel­lettuale progressista di ispirazione cattolica, è impietoso nell’analisi del voto e parla senza peli sulla lingua. Read the rest of this entry…

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