Ennesimo atto di intimi­dazione in Sicilia contro un giornalista. Questa volta a essere preso di mira è stato Nino Amadore, redattore del Sole 24Ore-Sud a Palermo, il quale ieri mattina ad Agrigento ha trovato la propria auto fortemente danneggiata.
Il giornalista del Sole, che negli ultimi mesi ha seguito la rivolta degli impren­ditori siciliani contro la mafia e contro il racket, la sera precedente aveva presentato al Polo univer­sitario della città dei Templi su invito di Nino Randisi, segretario del sindacato dei giornalisti di Agrigento, il suo libro “La zona grigia, profes­sionisti al servizio della mafia”. Quanto accaduto è stata «l’opera di un imbecille o di più imbecilli al servizio della stupidità umana. Se qualcuno con questo gesto ha ritenuto di fare una cortesia ai boss ha sbagliato bersaglio: io non mi fermo», ha commentato Amadore.
Per Leone Zingales dell’Unione cronisti si è trattato dell’ennesimo gesto di intimi­dazione verso la stampa: «Eviden­temente – ha detto – un certo modo di fare infor­mazione, quello che pubblica i nomi e i cognomi di corrotti, mafiosi e collusi sta infastidendo non solo i piccoli malavitosi e i capibastone, ma anche coloro che oggi gestiscono comitati d’affari inquinati e che pensano di potere imbava­gliare la stampa coraggiosa». Sul caso è inter­venuto anche il segretario dell’Assostampa di Palermo, Enrico Bellavia: «Tra censure, perqui­sizioni e minacce siamo al minimo storico nella storia recente del libero esercizio dell’attività giorna­listica in Sicilia».
Solidarietà al giornalista del Sole-24 Ore è arrivata dal Comitato di redazione del «Giornale di Sicilia» e dagli impren­ditori impegnati sul fronte della lotta al racket e per la legalità: da Antonello Montante, presidente di Confin­dustria Calta­nissetta, a Giuseppe Catanzaro presidente di Confin­dustria Agrigento – inter­venuto alla presen­tazione del libro e che si dice «sconcertato per l’accaduto» – al vicepre­sidente di Confin­dustria con delega per il Mezzo­giorno, Ettore Artioli.
A nome di tutti parla Ivan Lo Bello, presidente di Confin­dustria Sicilia: «Faccio fatica a pensare – dice – che si possa trattare di una semplice coincidenza dopo la presen­tazione del coraggioso libro di Amadore, il quale è impegnato da tempo sui temi del contrasto alla crimi­nalità attraverso la sua attività di giornalista. Occorre fare chiarezza». Solidarietà anche dal presidente della Provincia di Agrigento Vincenzo Fontana e dal sindaco Marco Zambuto.

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Un patto antiracket preparato a lungo nel corso delle feste natalizie e ufficia­lizzato nella sede della prefettura di Palermo. Uno degli ultimi atti sul fronte della lotta al crimine organizzato e per lòa legalità del prefetto Giosuè Marino, trasferito a Torino. In otto punti e qualche sotto­cartella appelli e regole per la lotta alla mafia e alle estorsioni. Il documento porta la firma dei vertici regionali di Confe­de­razione nazionale artigianato, Confar­ti­gianato, Confcom­mercio, Confe­sercenti, Confin­dustria Sicilia. Eccolo: “Liberati dal pizzo. Denunciare oggi conviene” Read the rest of this entry…

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A parlare è Stefania Petyx, affascinante “inviata” in giallo in Sicilia del programma televisivo  “Striscia la notizia”: “Il 4 dicembre 2007 — racconta — su Striscia la notizia in un servizio da casa Riina a Corleone (nel tentativo di inter­vistare la moglie Ninetta Bagarella ndr)  riven­dicavo  il diritto dei siciliani non mafiosi di chiedere i danni alla mafia . Non pensavo che qualcuno racco­gliesse l’idea.
non credevo in tanto coraggio. Mi sbagliavo!”
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