Il decalogo è stato trovato tra le carte del boss Salvatore Lo Piccolo.

Il primo coman­damento recita testualmente: “Non ci si può presentare da soli ad un altro amico nostro, se non è un terzo a farlo”. Read the rest of this entry…

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C’è tutto l’universo mafioso, dal 2000 ai giorni nostri, nell’archivio segreto dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, padre e figlio, arrestati il 29 novembre. Erano loro che, insieme a Matteo Messina Denaro (boss ancora latitante) avevano preso il potere in Sicilia dopo l’arresto dei capi di Cosa Nostra, prima Bernardo Provenzano e poi Nino Rotolo. Read the rest of this entry…

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E’ consi­derato uno dei maggiori impren­ditori del settore della Grande distri­buzione organizzata della Sicilia occidentale. Ma è soprattutto consi­derato il braccio finan­ziario della mafia trapanese capeggiata da Matteo Messina Denaro, superboss di Cosa Nostra ancora latitante. L’uomo, Giuseppe Grigoli, 58 anni, è stato bloccato a Castel­vetrano (Trapani) nel corso di un’operazione in cui sono stati seque­strati beni a lui ricon­du­cibili per un valore di 200 milioni di euro. L’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. Read the rest of this entry…

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Si conclude l’esperienza nella Direzione distrettuale antimafia di tre sostituti della Procura di Palermo: Michele Prestipino, il Pm che coordinò la cattura di Bernardo Provenzano, Domenico Gozzo, che segue le indagini culminate con l’arresto di Salvatore e Sandro Lo Piccolo, e Maurizio De Lucia, che si occupa delle inchieste più delicate su mafia e racket e il processo «Talpe alla Dda», sono stati invitati dal procu­ratore Francesco Messineo a scegliere un altro dipar­timento della Procura ordinaria. Read the rest of this entry…

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Un colla­bo­ratore di Bernardo Provenzano si occupava per conto della Mafia spa della legge 488/92 e di tutte le altre agevo­lazioni alle aziende. Da ottenere in maniera fraudolenta, ovviamente. Read the rest of this entry…

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«Nel 1997 pagai il pizzo perchè vivo a Partinico e Vito Vitale era un perso­naggio molto pericoloso. Che cosa dovevo fare, farmi uccidere?». È la sofferta ammissione fatta oggi in aula dall’imprenditrice Antonina Bartolino, titolare della distilleria di Partinico (Palermo) con un fatturato milionario. La donna è stata ascoltata nel processo che vede imputato il boss mafioso Vito Vitale, in carcere per associazione mafiosa dopo una lunga latitanza, dove èparte offesa. «Mi chiesero cento milioni di vecchie lire — ha detto rispondendo alle domande del pm Francesco Del Bene — ma io dissi che non li avevo, così mi chiesero trenta milioni di lire e io ne versai una prima parte, cioè dieci milioni di lire». Subito dopo l’imprenditrice, cognata del pentito di mafia Angelo Siino che è stato il ministro dei lavori pubblici di Cosa nostra e uomo fidato di Totò Riina, si presentò alla Polizia di Stato per denunciare l’accaduto.

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Il boss mafioso Bernardo Provenzano era preoc­cupato per la sua virilitá, soprattutto dopo l’intervento alla prostata eseguito in una clinica francesce. Il sorprendente inedito emerge dai pizzini rinvenuti nel casolare di Montagna dei Cavalli, in cui il capomafia venne arrestato l’11 aprile del 2006. Dopo l’intervento per il tumore alla prostata, provenzano fece una ricerca su un’enciclopedia medica e trascrisse i risultati su uno dei tanti pizzini scritti a macchina. L’eloquente titolo del bigliettino ritrovato nella masseria è ‘Come si cura l’impotenza?’ a cui fa seguito un lungo elenco di rimedi, dalla psico­terapia alla terapia ormonale fino al «recen­tissimo farmaco da assumere per bocca prima del rapporto».

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Pubbli­chiamo il saluto del presidente della commissione Antimafia Francesco Forgione ai visitatori del sito della commissione.

A tutte e tutti coloro che visitano questo sito,
ragazze e ragazzi, docenti, operatori sociali e volontari impegnati ogni giorno per affermare diritti, solidarietà, libertà, legalità contro gli interessi, l’arroganza, la violenza e la sub-cultura delle mafie.
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Gli enormi investimenti compiuti dalla mafia italiana in Germania possono mettere a rischio la democrazia tedesca. È l’avvertimento lanciato in un’intervista alla «Frank­furter Allgemeine Zeitung» dal magistrato di Palermo, Roberto Scarpinato, in Germania per un convegno. Read the rest of this entry…

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Tortine con gocce di cioccolato, frollini, togo, tartufini al rum, muffin alle noci, al cacao ed alla marmellata. Questi i dolcetti fatti in casa prota­gonisti questa mattina dell’iniziativa “La legalità è.. dolce” che si è svolta in Corso Italia a cura dell’Associazione Antiracket Antiusura Etnea (Asaae) Confe­sercenti. Read the rest of this entry…

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