Un Nord che sembra esente da fenomeni di natura mafiosa. È quello che emerge dai dati sui procedimenti per concorso esterno in associazione mafiosa tra il 1991 e il 2007 elaborati dalla Direzione nazionale antimafia e diffusi ieri a Palermo nel corso del convegno “Le mafie oggi in Europa: politiche penali ed extrapenali a confronto”. Su 7.100 indagati, secondo i dati forniti dalla Direzione nazionale antimafia e dal Massimario della Corte di cassazione, ben 6.275 (l’88,3% del totale) sono in Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Basilicata e Campania.
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«Papà, la vita è stata molto crudele con noi…». È la lettera immaginaria scritta da una ragazza al padre Emanuele Argenti, ucciso nel 1991 in un agguato di mafia, quando lei aveva pochi mesi. Read the rest of this entry…
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«Non credo che la tv, neppure quella privata, possa inneggiare al capo dei capi. Andrebbe fermata. Il capo dei capi è un farabutto. Non credo si possa battere la mafia se non crescono i valori nella società. Quando si inneggia a un camorrista, a un mafioso, questo mi spaventa». LO ha detto il ministro alla Giustizia, Celamente Mastella, oggi a Gela, intervenuto anche sulle polemiche relative alla fiction «Il capo dei capi».
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Giovedì 29 e venerdì 30 novembre, a partire dalle ore 9, si terrà a Palermo, presso la sala delle Capriate di Palazzo Steri, un convegno su “Le mafie oggi in Europa: politiche penali ed extra penali a confronto”. Read the rest of this entry…
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Gli imprenditori siciliani hanno integrato il codice etico con indicazioni precise di non collaborazione con le cosche, di obbligo di denuncia per le richieste del racket. Una strada che dovrebbe essere seguita anche dagli Ordini professionali vista la mole di soggetti coinvolti in inchieste di mafia e spesso condannati. Commercialisti, avvocati, ragionieri, architetti, ingegneri, medici e così via coinvolti in inchieste di mafia, condannati e spesso rimasti al loro posto a presiedere i loro ben avviati studi professionali. Read the rest of this entry…
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L’Ordine dei medici di Palermo, di cui è presidente Salvatore Amato, ha precisato ieri di non aver mai pagato il pizzo alla cosca dei Lo Piccolo smentendo così le notizie diffuse dai giornali. Read the rest of this entry…
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Si è conclusa con l’Aula Magna di Lettere e Filosofia stracolma di studenti “Cronache di Mafia”, la quattro giorni di seminari, mostre e dibattiti organizzata dall’associazione studentesca Itaca. Read the rest of this entry…
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Hanno speso 15 milioni di euro (quasi 30 miliardi di antiche lirazze) per montare un film (la chiamano fiction) su tale Totò Riina, detto il Capo dei capi, il quale non ha alcun merito e nessun titolo per meritarsi un film tutto suo. Trattasi di noto criminale, condannato all’ergastolo per fortuna, colpevole di omicidi, stragi e altri reati efferati di cui la Sicilia e l’Italia hanno di che vergognarsi di fronte al mondo. Altro che fiction. Bene ha fatto oggi il Giornale di Sicilia a sollevare il problema dedicando una pagina al dibattito promosso a Niscemi. Bene farebbero i produttori televisivi a non proseguire in questo filone subculturale o a destinare una parte dei proventi da pubblicità e o contratti vari al centro di documentazione sulla mafia di Corleone che è stato sfrattato dal Comune e ora è in cerca di una sede.
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«Le cifre sull’ammontare delle estorsioni pubblicate dai giornali? Mi sembrano sovrastimate». È una lettura diversa dei fatti raccontati in questi giorni concitati quella che arriva da Gaetano Paci, uno dei tre magistrati (gli altri sono Domenico Gozzo e Francesco del Bene coordinati da Alfredo Morvillo) che ha lavorato alle indagini scaturite nell’arresto di Salvo e Sandro Lo Piccolo (latitanti dal 1983)e di altri due boss di primo piano. Read the rest of this entry…
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Sabina Guzzanti, magistrati come Alfredo Morvillo e il capo della Procura di Palermo Francesco Messineo, il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello e il segretario regionale della Cgil Italo Tripi. E poi ancora giornalisti del calibro di Marco Travaglio, Lirio Abbate, Peter Gomez, Enrico Bellavia, Nuccio Vara, solo per citarne alcuni.
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