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Jul
I rapporti dei liberi professionisti con la mafia, quell’intreccio diabolico che ormai va sotto il nome di “zona grigia”. Insomma le collusioni, penalmente rilevanti o meno, sono l’oggetto di indagine del libro “La zona grigia, professionisti al servizio della mafia” scritto dal giornalista siciliano Nino Amadore, 39 anni, messinese trapiantato a Palermo ormai sua città d’adozione dove lavora nella redazione del Sole 24Ore Sud. Il libro, pubblicato solo su Internet e disponibile sul sito www.lulu.com (se si vuole ordinare la copia cartacea) e sul sito www.expatsebooks.com (se invece si vuole acquistare l’e-book), indaga i contorni della zona grigia, racconta le collusioni manifeste scoperte dai magistrati con alcune delle indagini più importanti degli ultimi anni. Tutto è letto in chiave siciliana anche se non mancano accenni alle vicende calabresi, come quella che ha portato in carcere il giudice di Vibo Valentia Patrizia Pasquin con il coinvolgimento di alcuni avvocati per gli affari con la cosca dei Mancuso. Read the rest of this entry…
Si intitola “Medici in odore di mafia: e gli Ordini…” il confronto su libro “La zona grigia, professionisti al servizio della mafia” avviato dalla casa editrice Il Pensiero scientifico sulla propria newsletter settimanale. Il botta e risposta tra l’autore del libro Nino Amadore e Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri può essere letto qui
Articolo molto interessante di Attilio Bolzoni e Giuseppe D’Avanzo, pubblicato su Repubblica il 13 luglio qui la vesione online
Chi è Frank Calì, e perché tutti lo cercano? Quel nome — il nome di un siculo-americano — ritorna ossessivamente nelle “parlate” degli uomini di Cosa Nostra. Lo fanno a Palermo, lo ripetono nel New Jersey, lo bisbigliano a Corleone. Di Frank sentiremo ancora parlare, giurateci. Eppure, al Dipartimento di Giustizia, Calì non appare mai nei report sulle cinque “grandi famiglie” di New York, i Gambino, i Bonanno, i Lucchese, i Genovese e i Colombo. Soltanto poche, quasi distratte, righe in un dossier dell’Fbi. Più o meno un “signor nessuno” che deve avere però un potere invisibile o ancora sconosciuto, se negli ultimi tre anni per lo meno una mezza dozzina di “delegazioni” di mafiosi siciliani lo hanno raggiunto dall’altra parte dell’Oceano per discutere di “affari”. Ma di quali affari? E, soprattutto, di quale portata e per quali progetti? Read the rest of this entry…
Da una parte il capo della direzione nazionale Antimafia ed procuratore a Palermo Piero Grasso che in un’intervista a Repubblica disegna scenari di alleanze mafiose. Dall’altro l’attuale capo della Procura di palermo e capo della Direzione distrettuale antimafia Francesco Messineo che invece dice: Read the rest of this entry…
Il pericolo della ripresa di una guerra di mafia in Sicilia è «una cosa molto seria su cui gli organi investigativi e la magistratura stanno lavorando». È stato il capo della polizia Antonio Manganelli, ascoltato dalla commissione Affari costituzionali del Senato, a richiamare l’attenzione su «un fenomeno che va tenuto in grande considerazione perchè alcuni omicidi avvenutiin questo periodo in quell’area ci lasciano pensare che non siano espressioni casuali di un momentaneo gesto offensivo ma possano nascondere un progetto che siamo tenuti a non far esplodere». Read the rest of this entry…
Condanne per poco meno di 80 anni di carcere sono state chieste dai Pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Nino Di Matteo e Lia Sava nei confronti di un gruppo di presunti appartenenti alla cosca di Villabate. Read the rest of this entry…
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