Nel giorno in cui per ricordare Pio La Torre tutti si preoccupano di indicare una strategia piu’ efficace e piu’ mirata nella lotta alla mafia, un’indagine rivela che tra i giovani di Palermo serpeggiano pessimismo e diffidenza. Addirittura allarmante il giudizio secondo il quale la mafia sarebbe piu’ forte dello Stato. Read the rest of this entry…
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“Oggi come ieri solo un grande movimento di popolo, di opinione e di cultura, può sconfiggere la mafia, facendo prevalere i principi della pacifica convivenza civile e difendendo la libertà e le istituzioni democratiche”. Questo il messaggio che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al presidente del Centro Studi ed Iniziative Culturali Pio La Torre Onlus, Vito Lo Monaco, in occasione del convegno “Dalla mafia delle armi alla mafia dei capitali”, che si svolge nel XXV anniversario dell’assassinio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo.
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L’appuntamento con il premio giornalistico dedicato alla memoria di Mario Francese si rinnova quest’anno con una manifestazione di due giorni a Ragusa dal 26 al 27 aprile.Il riconoscimento è stato assegnato alla co-produzione televisiva Magnolia tv e Rai “Scacco al re – La cattura di Provenzano” per la regia di Claudio Canepari. Read the rest of this entry…
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Non può risiedere nelle province di Agrigento, Palermo e Caltanissetta, l’ex parlamentare
regionale dell’ Udc, Vincenzo Lo Giudice, accusato di associazione di stampo mafioso e tornato in libertà lo scorso 12 aprile per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Il provvedimento è stato deciso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Agrigento, come scrive il Giornale di Sicilia. I legali dell’ ex assessore regionale hanno presentato ricorso.
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«Gli ordini professionali devono fare pulizia al loro interno ancor prima che intervengano la
magistratura o lo Stato». Lo ha detto il sostituto procuratore di Palermo Gaetano Paci, intervenendo alla presentazione del libro «La zona grigia, professionisti al servizio della mafia» di Nino Amadore, giornalista de ‘Il Sole24ore. Read the rest of this entry…
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Il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Palermo ha sospeso a tempo indeterminato il tributarista Gianni Lapis, dopo la condanna per riciclaggio e fittizia intestazione di beni nell’ambito del processo a Massimo Ciancimino. Lapis, lo scorso 10 marzo, era stato condannato alla pena di cinque anni e quattro mesi di reclusione. Subito dopo la condanna l’ordine degli avvocati, presieduto da Enrico Sanseverino ha avviato l’istruttoria disciplinare contro il tributarista che si è conclusa adesso con la sospensione di Lapis a tempo indeterminato.
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La polizia ha reso noto oggi un nuovo identikit del volto del boss trapanese Matteo Messina Denaro.
L’immagine, ottenuta rielaborando una vecchia foto del latitante in modo da renderla più attuale, è stata presentata a Palermo durante una conferenza stampa.
“Il nostro punto di partenza è stata la foto più recente di Messina Denaro che è stata ‘invecchiata’, considerando tratti caratteristici e indici di familiarità che sono tratti dalle immagini recenti dei più vicini congiunti”, ha detto Manfredi Lo Presti, dirigente del gabinetto regionale della polizia scientifica.
Le immagini di Matteo Denaro rielaborate e presentate oggi dalla polizia sono due: una lo mostra leggermente stempiato, in giacca blu, camicia turchese, con un paio di occhiali da vista e un leggero strabismo; nella seconda, il latitante 44enne ha gli stessi abiti, capelli più folti e occhiali da sole con vetri marrone.
Il boss, originario di Castelvetrano, in provincia di Trapani, è latitante dal 1993. Gli inquirenti dicono Denaro che era in stretto contatto con il boss di Corleone Bernardo Provenzano, tanto da firmarsi “tuo nipote Alessio” in alcuni pizzini da lui scritti al vecchio padrino catturato nel 2006.
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Capelli corti e brizzolati, occhiali, i tratti somatici marcati. E’ questo il volto del latitante Matteo Messina Denaro. L’identikit del boss di Cosa Nostra sarebbe stato realizzato dagli investigatori grazie ad alcuni testimoni. Ricercato dal 1993 per associazione mafiosa, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto di materie esplodenti, furto ed altro (dal 1994 anche in campo internazionale), Messina Denaro compira’ il prossimo 26 aprile 45 anni.
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«Parlo chiaro con le imprese io, e gli dico: “Picciotti, dovete uscire un milione per Bartolo, un milione per Peppe, un milione per Ciccio”». Read the rest of this entry…
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La commissione parlamentare Antimafia ha approvato all’unanimità il codice di autoregolamentazione dei partiti per la scelta dei candidati alle elezioni amministrative: comunali, provinciali e circoscrizionali. Partiti, formazioni politiche e liste civiche, che aderiscono al codice, si impegnano a non presentare come candidati alle elezioni dei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali soggetti nei cui confronti,alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato emesso un decreto che dispone il giudizio o nei cui confronti sia stata emessa una misura cautelare personale, non revocata ne’ annullata, oppure che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive. Il codice impegna i partiti anche a non candidare soggetti che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva, vale a dire che siano stati rinviati a giudizio per delitti di mafia, di estorsione e usura, di riciclaggio di denaro illecito, di trasferimento fraudolento di valori, di traffico illecito di rifiuti. La principale novità del codice, che si compone di tre articoli, sta nella non candidabilità dei rinviati a giudizio.
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