Se avesse un computer a disposizione ne farebbe un blog, un bel diario dalla cella del carcere di Terni dove è rinchiuso al 41bis. E invece Bernardo Provenzano, nonostante la sua poca amicizia con la grammatica italiana, scrive “pizzini” giusto per non perdere l’abitudine: un blog su carta si direbbe. Il diario di Provenzano registra i piccoli fatti quotidiani con quel sistema che per anni gli ha consentito di impartire ordini agli affiliati di Cosa nostra. Secondo il direttore della casa di reclusione, Francesco Dell’Aira, il boss conduce una vita “assolutamente normale” e passa le sue giornate in una cella di una sezione riservata ai detenuti che hanno un regime carcerario “duro”. “Gli unici contatti — ha spiegato ancora Dell’Aira — sono con la polizia penitenziaria e con i familiari che gli fanno visita una volta al mese”. Altra abitudine quotidiana mantenuta: la lettura della Bibbia.
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Una situazione già evidenziata in un altro post di questo blog in cui è stato riportato un articolo del Sole 24Ore del Lunedì: le procure antimafia del nostro Paese non hanno risorse a sufficienza per poter operare con tranquillità. E oggi il caso è scoppiato a Catania: con una lettera inviata al procuratore capo Mario Busacca, 11 magistrati in servizio presso la Direzione distrettuale antimafia di Catania, in pratica tutti, si sono dimessi dalla Dda. Read the rest of this entry…
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L’edilizia e gli appalti pubblici in Sicilia sono “schiacciati dal quasi-monopolio delle cosche”. La strozzatura si esercita “attraverso imprese mafiose, imprese colluse. E mediante il condizionamento sulle altre imprese”. A sostenerlo è la Fondazione Rocco Chinnici, che ha messo assieme magistrati, imprenditori e accademici per la prima “analisi scientifica dell’impatto quali-quantitativo sull’economia”, dell’attività dei boss. Read the rest of this entry…
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Mafia & Alleati racconta le vicende che dal 1941 al 1943 hanno come protagonisti i boss mafiosi americani, i padrini siciliani e i servizi segreti degli Stati Uniti. Ripercorre l’inchiesta del commissario investigativo dello Stato di New York, William Herlands, condotta nel 1954, e alla luce della documentazione di recente declassificata dagli archivi statunitensi, rende di facile comprensione la miriade di informazioni, e di controinformazioni, che la stimolante questione ha prodotto negli anni.
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Si intitola I ragazzi sono in giro ed è un libro, pubblicato grazie ai servizi del sito lulu.com (www.lulu.com), che racconta la storia di Girodivite, giornale nato nel 1994 come mensile su carta, dal 1995 online, tra le più antiche testate italiane locali ” sul web in Italia. “Nati come supplemento a “I Siciliani” .- si legge nella presentazione — , direttore responsabile Riccardo Orioles, hanno portato avanti il ricordo dell’esperienza de I Siciliani di Pippo Fava (ucciso dalla mafia a Catania il 5 gennaio 1984 perché aveva denunciato il potere dei “cavalieri dell’apocalisse” mafiosa). In questi anni Girodivite ha avviato un’opera di resistenza civile e culturale attraverso l’informazione, su carta e sul web. Partendo dalla Sicilia, con gruppi di redazione sparsi in tutta Italia. Un pezzo di storia del web e dell’informazione in Italia”.
per acquistare il libro visitare il sito http://www.lulu.com/content/470213
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Ci sono magistrati che aspettano da mesi il rimborso delle spese sostenute per le trasferte. E altri magistrati che non hanno fondi nemmeno per la carta. Sono solo due esempi delle difficoltà delle 26 direzioni distrettuali antimafia. Tra il 2002 e il 2006, secondo quanto dichiarato dal ministro della Giustizia Clemente Mastella, le risorse per la gestione ordinaria dei tribunali sono diminuite del 51,2 per cento. Una situazione di difficoltà raccontata oggi da Il Sole 24Ore-Lunedì con un pezzo firmato da Serena Uccello.
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Il centro operativo della Direzione investigativa antimafia di Palermo ha sequestrato la societa’ I.t.i. Zuc srl, azienda di produzione e distribuzione di caffe’ e zucchero, controllata, secondo gli inquirenti, attraverso prestanome della famiglia mafiosa dei Graviano di Brancaccio, rione di Palermo. Il valore complessivo dei beni aziendali supera i 5 milioni di euro. Il provvedimento di sequestro e’ stato firmato dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo che ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto procuratore Fernando Asaro. Il sequestro e’ il prosieguo dell’indagine della Dia di Palermo che nel 1999 si concretizzo’ con l’operazione “Lince” e che, fra l’altro, porto’ all’arresto dell’avvocato Domenico Salvo.
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Articolo tratto da La Stampa del 22 ottobre 2006 e firmato da Francesco La Licata
L’episodio più recente risale al 19 ottobre, giovedì scorso. Letteria Rossano, moglie del boss Giacomo Spartà (famiglia di Messina Sud), è stata arrestata con l’accusa di essersi trasformata in «cinghia di collegamento» tra il marito, detenuto al 41 bis, e gli uomini della cosca rimasti liberi a presidiare il territorio. Come dire che il carcere duro non impedisce al «capo» di continuare a gestire il comando, anche da dietro le sbarre. Read the rest of this entry…
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“Con il cuore gonfio di tantissime emozioni…Sei l’unica persona del mondo politico che ricordo con affetto, con stima e con estremo rispetto, perché sei sempre stato come un padre per me…“A scrivere queste parole il 30 agosto dell’anno scorso è il pentito Francesco Campanella in una lettera indirizzata al leader dell’Udeur, oggi ministro della Giustizia Clemente Mastella. Read the rest of this entry…
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