Nella masseria di Corleone dove è stato arrestato Bernardo Provengano, il numero uno di Cosa Nostra, conduce una vita in apparenza povera e dimessa, la Polizia rinviene numerose lettere, i cosiddetti “pizzini”, attraverso i quali l’anziano boss in jeans e maglione continua a gestire gli affari delle cosche: impartisce ordini all’esterno e comunica con la sua famiglia. Ed è proprio uno di questi bigliettini a tradirlo, portando gli investigatori nel posto giusto al momento giusto per braccarlo. Read the rest of this entry…
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S’intitola Il lungo fiume di sangue (ed. Coppola, pagg. 304, euro 12,50) il libro del giornalista Giuseppe Incandela che ripercorre la storia della mafia e i delitti dell’ultimo quarto di secolo. «Incandela — scrive nella prefazione l’avvocato Michele Costa, figlio del procuratore della Repubblica Gaetano Costa, assassinato da Cosa nostra — ci dà della mafia un’immagine più complessa, e credo, più aderente alla realtà».

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Pressioni e raccomandazioni da parte di politici e boss mafiosi avrebbero caratterizzato il concorso a primario del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Civico di Palermo che si e’ svolto nei mesi scorsi. I retroscena emergono dall’inchiesta che, il 10 luglio, ha portato in carcere per associazione mafiosa Giovanni Mercadante, medico e deputato regionale di Forza Italia.

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I pm della Dda di Caltanissetta hanno iscritto nel registro degli indagati la Calcestruzzi spa, l’azienda che fa parte del gruppo Italcementi, accusata di associazione mafiosa e falso in bilancio. È la prima volta che un’azienda viene iscritta nel registro degli indagati per un reato di mafia. L’avviso di garanzia, per questo motivo, è stato notificato a Bergamo al legale rappresentante della società, Pierfranco Barabini.
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